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Remo Bianco. Architetto di sorprese.
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di Ufficio Stampa - MACA |
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  Archivio
News |

Remo Bianco (1922 - 1988) si inserisce appieno nello stimolante contesto culturale
che anima il capoluogo lombardo negli anni '50 e '60: le radicali ricerche di
Lucio Fontana e di Piero Manzoni, le monocrome pitture di Yves Klein, le riflessioni
di Pierre Restany, i primi germi dell'informale, dell'arte concettuale e di quella
spaziale; tutti stimoli che Bianco raccoglie, a volte anticipa, ma sempre trasforma
in qualcosa di personale ed eretico.
Questa mostra - ospitata dal MACA - Museo d'Arte Contemporanea di Acri dal 22
novembre 2009 al 15 febbraio 2010 - si articola attorno ad alcune tappe fondamentali
dell'attività dell'artista: i 3D, i Collages, i Tableaux dorés,
le Impronte e l'Arte Elementare. Cinque delle sue ricerche più significative,
sufficienti a testimoniare - in una sintesi efficace - l'originalità di
questo "architetto di sorprese".
Fontana, presentandolo alla Galleria Montenapoleone di Milano nel 1953, si dimostrò
pronto a cogliere nelle sue opere, le potenzialità di uno spazio che, nella
sua versione scultorea - ed è questo il caso della serie dei 3D scelti
per questa mostra - è scenografico, scandito com'è dalla successione
di quinte, dai ritagli che scoprono la profondità, dai sottili e suggestivi
giochi di ombre e dall'alternanza di vuoti sospesi e silenziosi pieni. Nel 1955,
i 3D saranno il suo biglietto da visita per gli Stati Uniti.
I Collage sono delle pagine autobiografiche, il calendario di una vita che l'artista
intende come una scansione infinita di istanti da prendere singolarmente, come
i grani di un rosario. Un'unità parcellare che per Bianco non solo è
da vivere, ma anche da conservare in un personalissimo archivio. È dallo
sviluppo di questo casellario enciclopedico che giunge a creare le opere più
conosciute di tutta la sua produzione: i Tableaux dorés. Questi ultimi
nascono dalla necessità di recuperare un equilibrio ed un'armonia che gli
hanno fatto ricoprire le tele e le carte con sottili rettangoli di foglia d'oro,
componendo quelle che il poeta Raffaele Carrieri definì "dorate scacchiere".
Negli anni la foglia d'oro diventa la sigla distintiva di Bianco, il marchio di
riconoscimento della sua arte. Accanto a questi vedono la luce le Impronte: calchi
in carta o in gomma di piccoli oggetti e variopinti giocattoli affogati nel gesso
che, come ludici fossili di un'infanzia ormai perduta, commuovono, come i tasselli
di una storia lontana.
Negli anni settanta, pur proseguendo la serie dei Tableaux dorés e dei
Collages, Bianco dà vita all''Arte Elementare: una collezione di opere
dall'apparenza giocosa e infantile, ma il cui intento è, prima di tutto,
pedagogico e, ancora una volta, biografico: all'uomo immaturo che regredisce inconsapevolmente
all'infanzia, si contrappone l'artista, l'uomo che consapevolmente sceglie di
tornare a una condizione primigenia. Ludica non può essere la vita; ludico
può essere solo l'atteggiamento di chi medita sulla vita.
Per anni Bianco non ha fatto altro: raccogliere, raccontare e conservare le impronte
della vita.
Mostra: REMO BIANCO. Architetto di sorprese
Curatori: Lorella Giudici, Boris Brollo
Luogo: MACA - Museo d'Arte Contemporanea di Acri Palazzo Sanseverino - Piazza
Falcone, 1, 87041 Acri (Cs)
Vernissage: 22 novembre ore 17.00
Periodo: dal 22 novembre 2009 al 15 febbraio 2010
Orario Mostra: 9/13 - 16/20 chiuso il lunedì
info: Ufficio stampa MACA - tel. 0119422568 - maca@museovigliaturo.it
Per consultare il catalogo clicca
qui
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| - Genere dell'articolo:
COMUNICATO STAMPA
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| - Pubblicata in
data: 27/10/2009 |
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