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Il giornalino scolastico “C’ero anch’io”, strumento di libero confronto e partecipazione.
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di Gilda Fusaro |
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News |

"C'ero anch'io", notiziario degli "Studenti oltre gli steccati"
del Liceo Scientifico Statale di Acri, è nato, per iniziativa di noi ragazzi,
nel maggio 1997 quale mezzo per comprare un computer e donarlo alla nostra scuola
per ripagarla del furto che essa aveva subito nel febbraio di quell'anno. Un giornalino
su cui pubblicizzare gli esercenti commerciali di Acri menzionando le rispettive
libere donazioni (praticare la cultura della trasparenza).
Cosi, sabato 26 gennaio 2008, presso la Fondazione "V. Padula", l'Amministrazione
Comunale di Acri, nella persona dell'Assessore Bruno Pascuzzo, l'artista Silvio
Vigliaturo e la Redazione del mensile "Confronto" (il direttore prof.
Giuseppe Abbruzzo e il collaboratore prof. Eugenio Maria Gallo) hanno organizzato
la premiazione dei ragazzi e dei docenti coordinatori (proff. Assunta Belsito,
Lidia Rizzuti e Francesco Foggia) per l'impegno profuso nella realizzazione del
giornale; inoltre, sono stati rilasciati Attestati di benemerenza anche a coloro
che, con le loro donazioni, hanno sostenuto questo progetto e all'avv. Francesco
Attanasio del Foro di Castrovillari per avere relazionato, nel giugno 1998, nella
giornata di "Educazione alla legalità". Si è dato riconoscimento
ad un evento radicato nella società acrese e che si è sviluppato
nell'arco di un decennio!
Io, da ex liceale, mi sento fiera di aver contribuito, nel mio piccolo, alla stesura
di un giornalino e mi sento privilegiata per aver fatto questa esperienza, perché
penso che il giornalino scolastico aiuti i giovani ad introdursi nel mondo della
comunicazione, insegnando a manifestare liberamente il proprio punto di vista
e accettare democraticamente quello altrui. Il "giornalino" è
stato proprio uno strumento che ci ha abituati al confronto ed al rispetto delle
opinioni diverse. Credo che esso rivesta un ruolo importante nella scuola, perché
rompe la routine quotidiana, stimola alla collaborazione e testimonia la voglia
di comunicare degli studenti.
Quello di noi ragazzi non è stato lavoro imposto, bensì un piacere,
un divertimento, una libertà! La partecipazione ad un giornale, sia pure
scolastico, palesa anche la "preoccupazione" di essere soggetti criticamente
produttori: ho sempre visto il giornalino come "un'arma" che si oppone
ad ogni tentativo di omologazione culturale di vita e di pensiero attraverso la
realizzazione di un io proattivo progettualmente produttivo e creativo. Mi auguro
che la nostra esperienza serva da stimolo a studenti ed insegnanti, affinché
sempre in più scuole, si pratichi la suddetta attività.
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| - Genere dell'articolo:
Opinione
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| - Pubblicata in
data: 8/2/2008 |
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